mercoledì 24 agosto 2016

Arance e limoni, toccasana per il nostro metabolismo; lo studio

Arance e limoni

In base ad uno recente studio brasiliano, arance e limoni potrebbero essere un valido aiuto contro le malattie causate dall'obesità, tra cui il diabete.

L’alimentazione è alla base della nostra salute, sempre più studi scientifici stanno cercando d'indagare i nessi che legano il cibo con la salute, insieme a una sana e moderata attività fisica si può ottenere il massimo dal nostro corpo.
Ciò che invece ancora non era ancora stato scoperto è che la sindrome metabolica e tutte le malattie a essa correlate potrebbero essere evitate o comunque contenute, con un consumo adeguato di arance e limoni.

Gli agrumi, infatti avrebbero maggiori poteri del previsto per contrastare gli effetti dannosi dell'obesità causata da una dieta occidentale ad alta contenuto di grassi e zuccheri.
I frutti non solo hanno un sacco di vitamine ma anche antiossidanti in grado di contrastare l'invecchiamento cellulare e combattere le malattie causate da obesità.

giovedì 18 agosto 2016

Scoperto nel cervello "interruttore della generosità"

generosità

Scoperta una regione del cervello che si potrebbe definire come "l'Interruttore della generosità".
Si accende quando si cerca un modo per aiutare il prossimo.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista dell'Accademia americana delle scienze (Pnas).

Secondo gli studiosi dell'Università di Oxford e dall'University College di Londra (Ucl) tale regione del cervello è più attiva nelle persone empatiche e altruiste.
La coordinatrice dello studio, Patricia Lockwood ha spiegato:

 "I comportamenti pro-sociali finalizzati ad aiutare il prossimo sono fondamentali per le interazioni umane, per creare legami sociali e coesione, ma finora sapevamo poco su come e perché nascessero. Sebbene le persone abbiano una forte inclinazione ad avere comportamenti pro-sociali, ci sono notevoli differenze da individuo a individuo. L'empatia, cioè la capacità di mettersi nei panni degli altri per capire il loro punto di vista, è stato indicato più volte come il motore dei comportamenti pro-sociali, ma noi volevamo capire come e perché le due cose fossero collegate. Una specifica parte del cervello, chiamata corteccia cingolata subgenuale anteriore, è risultata essere l'unica regione attivata quando si impara ad aiutare gli altri.
In ogni modo, questa regione cerebrale non è ugualmente attiva in tutte le persone. I soggetti che si definiscono più empatici sono quelli che apprendono più velocemente il modo per aiutare gli altri: inoltre mostrano una più intensa attività dei neuroni della corteccia cingolata subgenuale anteriore mentre fanno del bene al prossimo".

domenica 14 agosto 2016

Autismo: dall'ossitocina uno spray per migliorare i sintomi

autismo

Prima di tutto cos'è l'autismo?

L’autismo è considerata una sindrome di origine neurobiologica che perdura per tutta la vita dell’individuo, assumendo però aspetti diversi nel tempo. L'autismo è caratterizzato da un esordio nei primi anni di vita, dove è possibile osservare compromissioni del funzionamento dell’area dell’interazione sociale, dell’area della comunicazione non verbale e verbale e dalla presenza di attività, comportamenti ed interessi ristretti e stereotipati. I pazienti mostrano un’ampia gamma di manifestazioni e per questo nello stesso individuo non sono sempre presenti tutti i sintomi contemporaneamente.

Da qui si evince che l'autismo non è (al momento) una sindrome curabile definitivamente, tuttavia diversi approcci si sono osservati più o meno utili nel miglioramento dei sintomi e quindi della qualità di vita dei pazienti autistici. 

Un novità in tale ambito è sicuramente il nuovo spray nasale per trattare l'autismo. Per la Sydney University un risultato molto promettente perché il trattamento sperimentale messo a punto su pazienti che usando lo spray hanno mostrato risultati positivi.

martedì 9 agosto 2016

I videogiochi fanno male? No, migliorano l'apprendimento e aiutano a scuola

videogioco

Secondo una ricerca dell'Università di Melbourne RMTI gli adolescenti che giocano regolarmente ai videogiochi on-line, riescono ad ottenere risultati scolastici migliori di chi non li utilizza.
Viceversa gli studenti delle scuole che passano gran parte del loro tempo sui Social Network come Facebook o simili ogni giorno hanno una probabilità più elevata di incappare in problematiche e sviluppare lacune in matematica, lettura e scienze.

Il Professore Associato Alberto Posso, dalla Facoltà di Economia, Finanza e Marketing di RMIT, ha indagato i risultati dei test del programma riconosciuto a livello mondiale per la valutazione internazionale degli studenti PISA.
PISA è stato testato su più di 12.000 australiani per un periodo di 15 anni in matematica, lettura e scienze, la raccolta di dati sulle attività è avvenuta online.

Il prof. Posso ha detto che i videogiochi potrebbero aiutare gli studenti ad applicare e affinare le abilità apprese a scuola.
La ricerca completa è stata pubblicata sul Journal of Communication.

venerdì 29 luglio 2016

Un vaccino contro gli effetti negativi della dieta moderna

Batteri intestinali - Visualizzazione in fluorescenza (FISH) di batteri nell'intestino di topo -
In verde i batteri, in blu cellule intestinali e cellule immunitarie

Uno studio che parla per metà italiano, ha valutato gli effetti delle dieta occidentale sul microbioma intestinale ed ha posto le basi per un vaccino contro alcuni effetti negativi che questa dieta comporta.

Si è scoperto che immunizzare contro alcuni batteri intestinali, presenti in sovrannumero quando ci si alimenta con una dieta occidentale ricca di grassi, può ridurre gli stati infiammatori e prevenire così malattie di origine metabolica, come l’aterosclerosi e il diabete di tipo 2.

La scoperta è di un team di ricercatori del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, una delle 18 strutture di eccellenza del Gruppo Ospedaliero San Donato, in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria, ed è stata appena pubblicata su Scientific Report, del gruppo Nature.
A coordinare il lavoro, condotto su modello murino e che in futuro potrebbe avere importanti ricadute per la prevenzione di queste malattie nell’uomo, sono i professori dell’Università Vita-Salute San Raffaele Massimo Clementi e Roberto Burioni, e il dottor Filippo Canducci, ricercatore presso l’Università dell’Insubri.

martedì 26 luglio 2016

Zika: i numeri della diffusione in Europa dell'ECDC

Zika

UE: 1'048 casi di Zika, più di metà in Francia, 52 in Italia.

Le ultime informazioni dall'ECDC relative alla diffusione del virus in Europa. Nell’ottica della tutela della salute e nella costante attività d’informazione per turisti e viaggiatori Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, comunica l'aggiornamento di valutazione rapida del rischio dell'ECDC (Ente Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie) che fornisce opzioni per la riduzione del rischio e sottolinea la necessità di prepararsi per l'individuazione tempestiva e adeguata gestione dei casi che possono manifestarsi tra i viaggiatori, dopo un periodo di incubazione sintomatico.

Dato gli eventi delle ultime settimane, l'ECDC ha aggiornato la sua valutazione rapida del rischio del virus Zika.

Sono 1048 in 18 paesi i casi di Zika documentati nell'Unione Europea nel 2016, nella stragrande maggioranza dei casi dovuti a viaggiatori di ritorno dai paesi infetti confermati in Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Italia, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

sabato 23 luglio 2016

Nest e Alimentarium, un polo museale sull'alimentazione


A Vevey in Svizzera, nasce un polo che parla di nutrizione.
Scienza e cultura dell'alimentazione sono le parole chiave di due importanti musei: il nuovissimo Nest e l'Alimentarium.

Un polo di cultura dell'alimentazione che Nestlè ha voluto creare in occasione del suo 150° anniversario.

Il Nest, che nasce dove nel 1866 Hanri Nesltè inventò il latte in polvere, ospita 3000 metri quadrati dedicati al cibo.

L'Alimentarium è invece l’unico museo al mondo interamente dedicato all’alimentazione.
Questo museo è stato completamente rinnovato per festeggiare le 150 candeline di Nestltè.
Nell’edificio che si trova sul lungolago, di fronte alla famosa forchetta che esce dall’acqua, sono in esposizione oggetti  legati  al rito del mangiare, curiosità e reperti storici che vanno dai primi pelapatate a prodotti egizi risalenti a oltre 4000 anni fa.

martedì 19 luglio 2016

Ossa fragili, forse avete guardato troppa TV da piccoli!

ossa

Lo sai mamma che troppa TV fa male alle ossa del bambino?

Secondo un nuovo studio australiano guidato dall'Università di Perth i bambini che guardano troppa televisione, da grandi avranno ossa meno robuste.
Guardare la televisione per troppe ore a settimana mette a rischio la salute delle ossa che saranno più fragili da grandi.

L'abitudine di trascorrere molte ore davanti a uno schermo da piccoli porta ad avere un livello di massa ossea inferiore alla media negli anni più critici e importanti, quelli successivi all'adolescenza, con un fattore di rischio per il futuro sviluppo di osteoporosi e fratture degli arti, spiegano i ricercatori.

Lo studio ha analizzato la quantità di ore trascorse di fronte alla Tv in un campione di 1181 partecipanti di 5, 8, 10, 14, 17 e 20 anni di età.
Considerando fattori come altezza, massa corporea, livello di vitamina D, abitudini come alcol e fumo, è emerso che coloro che avevano guardato costantemente la TV per più di 14 ore a settimana durante l'infanzia e l'adolescenza avevano anche un livello inferiore di minerali nelle ossa rispetto alla media, rispetto a quelli che trascorrevano meno tempo di fronte allo schermo.

mercoledì 13 luglio 2016

Luppolo, dalla pianta un prezioso aiuto contro il tumore al seno

Luppolo

Secondo una ricerca americana, l'estratto del luppolo attiva una sostanza chimica nelle cellule che sarebbe in grado di proteggere dai tumori al seno.

Il luppolo potrebbe avere quindi delle proprietà protettive contro il cancro al seno.
I risultati dello studio, di una ricerca dell’Università di Chicago, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Chemical Research in Toxycology.

La pianta contiene infatti l’opeina, conosciuta anche con il nome di 8-prenilnaringenina, che è un fitoestrogeno molto potente.
Se qualcuno sta già pensando alla birra, stando allo studio al momento non pare abbia gli stessi effetti positivi. Infatti per essere efficace, si deve assumere l'opeina in quantità elevate e quindi sotto forma di integratore alimentare.
Per la birra si dovranno attendere nuovi studi, nulla toglie che potrebbe avere comunque dei blandi effetti protettivi.
Per gli amanti delle "bionde" o "rosse" che siano, un'altro studio suggeriva comunque gli effetti protettivi della birra sulle malattie cardiache:

La birra potrebbe proteggere le donne da malattie cardiache, lo studio (Link)


martedì 12 luglio 2016

Nel melograno una molecola "miracolosa"; lo studio pubblicato su Nature Medicine

Melograno

Che l'elisir di lunga vita esista veramente e sia racchiuso nel Melograno?
Difficile dirlo adesso, ma uno studio pare essere sulla strada giusta.

Secondo uno studio del Politecnico di Losanna il frutto, o meglio una sua molecola, ha proprietà taumaturgiche finora insospettabili.  
I ricercatori del Politecnico federale di Losanna (EPFL) hanno scoperto che una molecola del melograno, che viene successivamente trasformata dall'intestino, è in grado di lottare efficacemente contro la senescenza muscolare., ovvero la normale perdita di forza e di tonicità muscolare che avviene con il sopraggiungere dell'età avanzata.

I risultati sono definiti "spettacolari" e lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Medicine.

Con l'invecchiamento, i mitocondri delle cellule, che funzionano come generatori in miniatura di energia, perdono progressivamente la loro efficacia. Il loro cattivo funzionamento si ripercuote negativamente sull'attività muscolare.

Un gruppo di ricercatori dell'EPFL, fra i quali il suo ex presidente Patrick Aebischer, nonché la società Amazentis, sono all'origine della scoperta, afferma oggi il Politecnico in un comunicato.
La scoperta è avvenuta analizzando il melograno, e più precisamente una molecola contenuta nel frutto.
Dopo essere stata trasformata dalla flora batterica intestinale, la molecola in questione, l'urolitina A, è in grado di ripristinare il funzionamento dei mitocondri difettosi, affermano gli autori dello studio.