martedì 14 giugno 2016

Cranberry, un quasi antibiotico contro le infezioni urinarie

cranberry

Secondo un importante studio il cranberry, una specie di mirtillo rosso palustre di origine americane, permetterebbe di ridurre il ricorso agli antibiotici.

Sono note da tempo, le peculiarità e le caratteristiche antimicrobiche e disinfettanti che questo frutto è in grado di apportare all'apparto urinario, ma alla luce di un nuovo studio l'attenzione si è focalizzata maggiormente sulla possibilità di limitare l'uso degli antibiotici per quanto riguarda le infezioni delle vie urinarie (IVU).

Il maggior studio clinico del settore rivela l'importanza del cranberry nella riduzione delle IVU sintomatiche e nella resistenza globale agli antibiotici.

Secondo lo studio, recentemente pubblicato sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition, assumere ogni giorno un bicchiere da 240 ml di succo di cranberry elimina di quasi il 40% i casi di IVU sintomatiche nelle donne frequentemente soggette a questi disturbi, riducendo sia la portata delle IVU, che il ricorso agli antibiotici associato al trattamento delle IVU ricorrenti.

mercoledì 8 giugno 2016

OGM, da che parte stare?


OGM, cosa c'è da sapere?
Fanno bene o fanno male?
Perché il dibattito è ancora molto acceso?

In un confronto video si "sfidano" a suon di argomentazioni, la prof.ssa Chiara Tonelli – favorevole agli OGMdocente di Genetica presso l’Università degli Studi di Milano, e la dott.ssa Cinzia Coduti – contraria agli OGM – consulente legale di Coldiretti.

L’acceso dibattito che da anni si anima intorno al tema degli OGM è spesso inquinato da semplificazioni e luoghi comuni. Pro\Versi (www.proversi.it), piattaforma di dibattito e di approfondimento delle tematiche più di rilievo, ha appena pubblicato la video-sfida sugli OGM.

La video-sfida è visibile anche sul canale YouTube al link:
https://www.youtube.com/watch?v=5EW3dHf7kiA

sabato 4 giugno 2016

Giornate di salute e benessere a Milano: innovazione e ricerca


OMS definisce come salute lo “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale” un diritto fondamentale che spetta al singolo individuo, una risorsa indispensabile per condurre al meglio e per il più lungo tempo possibile una vita produttiva e di mantenere adeguati rapporti individuali, sociali ed economici. 

Alla Salute ed al benessere è dedicata la nuova serie di incontri che SISTE e CEC editore organizzano a Milano il 30 giugno ed il 1 luglio 2016, proseguendo la positiva esperienza di eventi su Nutrizione, salute e benessere tenuti in occasione di EXPO 2015. Due giornate intensive di incontri che, con la consolidata formula del confronto tra Università e industria, daranno l’opportunità di individuare come si sta evolvendo la ricerca scientifica in termini di prevenzione dell’invecchiamento e delle principali patologie legate a alimentazione e stili di vita inadeguati ed alle mutate condizioni ambientali. Per parlare di come migliorare il proprio stile di vita e le proprie abitudini e di come innovare i prodotti in termini di principi attivi, sostanze funzionali, e attraverso l’uso delle nanotecnologie. Per aggiornare su quanto la ricerca scientifica è già in grado di mettere a disposizione dei consumatori per migliorare il loro stato di salute e su come i frutti di tali ricerche possono divenire appetibili strumenti di innovazione per l’industria dei prodotti destinati alla salute ed al benessere.

Gli incontri si svolgeranno il 30 Giugno ed il 1 luglio presso la FAST, piazzale Morandi 1 a Milano. 

martedì 31 maggio 2016

Epilazione laser: sedute prova gratuite


Il benessere viene da dentro ma anche da fuori, una pelle pulita, luminosa e libera da pelurie fa sentire più belle e a proprio agio.

Nei mesi di giungo e luglio, presso lo studio medico Medicina e Nutrizione della dott.ssa Mazzolari di Lacchiarella a Milano, potrete sottoporvi ad una seduta prova di epilazione laser.

Le giornate dedicate a tale evento sono il 17 giugno, 30 giugno, 13 luglio e 27 luglio.

Ma cerchiamo di entrare più nei dettagli per capire le peculiarità e le caratteristiche di questa tecnica:

mercoledì 25 maggio 2016

Pomodori a salvaguardia della prostata

pomodori

I pomodori proteggono la nostra prostata contro l'invecchiamento. 
Il principio attivo può essere la chiave per i problemi prostatici, a rivelarlo è uno studio britannico pubblicato su Oncology and Cancer Case Reports.

Da tempo il re della cucina mediterranea è studiato per le sue proprietà terapeutiche, soprattutto per uno dei suoi componenti, il licopene.
Ora però, in uno studio britannico alcuni ricercatori hanno scoperto che il licopene, una sostanza nutritiva, che dà ai pomodori il loro colore rosso, potrebbe potenzialmente ridurre la sofferenza  prostatica di milioni di persone.

Una revisione di 67 studi di ricerca, pubblicata sulla rivista Oncology and Cancer Case Reports, suggerisce che questa sostanza nutritiva può essere usata per rallentare l'allargamento della prostata. Con l'età la maggior parte degli uomini soffrono di un'espansione inspiegabile della prostata , che è avvolta intorno al tratto urinario. La prostata restringe il tubo e può bloccarla del tutto, causando una condizione chiamata iperplasia prostatica benigna (BPH).

A guidare il team di ricercatori che ha esaminato lo studio è il Professor Hiten Patel, da Bart's in collaborazione con il Royal London Hospital. "Sapevamo che il licopene sembra rallentare lo sviluppo del cancro alla prostata, ma ora sembra che può rallentare l'allargamento della prostata come pure lo sviluppo del BPH ", ha spiegato. "Abbiamo bisogno di fare ulteriori ricerche prima di poter dire con certezza che dovrebbe essere raccomandato come profilassi di routine per tutti, ma il risultato di questa revisione è molto promettente."

lunedì 23 maggio 2016

La curcuma un alleata del nostro cervello

curcuma

La curcuma potrebbe essere un nuovo alleato per proteggere il cervello contro l'Alzheimer e l'Ictus.
Un composto bioattivo della spezia asiatica, blocca le proteine ​​anomale che scatenano le malattie 

Esistono alcune piante che sono utilizzate nelle cucine o nelle tradizioni mediche di alcuni paesi, anche da migliaia di anni, e possono effettivamente apportare benefici sufficientemente conclamati anche a livello di ricerca scientifica.
Una tra tutte è la curcuma: una pianta, utilizzata come medicina, spezia e colorante da oltre 5.000 anni in India e nota anche come “Zafferano d‘India“, perché i suoi rizomi, che sono la parte della pianta che contiene i principi attivi, vengono bolliti per diverse ore, poi essiccati in appositi forni, ed infine pestati fino ad ottenere una polvere di color giallo-arancione simile allo zafferano, spezia che viene comunemente utilizzata nella cucina del Sud Asia.

La polvere di curcuma è l'ingrediente che dà il colore caratteristico al curry; il sapore è molto volatile mentre, al contrario, il colore si mantiene inalterato nel tempo.
Per questo motivo è una sostanza che viene largamente impiegata nel ramo alimentare come colorante alimentare (la sigla internazionale è: E 100), come sostanza colorante per lana e seta e come indicatore acido-base visto che in ambiente basico il colore si trasforma in rosso.
Tale spezia, contiene centinaia di componenti tra cui potassio, vitamina C, amido pari al 26 %, oltre ad oli eterici ed oli amari che sono in grado rispettivamente di stimolare l'appetito e la formazione di enzimi digestivi.

Quello che ha più destato l’attenzione degli studiosi è la “curcumina” e la sua particolare natura antiossidante, disintossicante ed antinfiammatoria.

Ma una recente indagine scientifica, ha fornito nuove speranze per la cura dell'Alzheimer: un composto presente nella curcuma, la spezia che conferisce al curry il suo tipico colore giallo, stimola la proliferazione e il differenziamento delle cellule staminali neurali presenti nel cervello adulto.

giovedì 19 maggio 2016

Il paracetamolo uccide la nostra empatia: lo studio

empatia ko

Paracetamolo: l'antidolorifico e antipiretico più utilizzato smorza la nostra compassione.

Il paracetamolo ci rende indifferenti verso gli altri esseri umani.
A dimostrazione di questo bizzarro effetto collaterale, arriva uno studio condotto dai ricercatori dell'Università dell'Ohio (USA) e pubblicato sulla rivista " Social Cognitive Affective Neuroscience" .

 Il paracetamolo (Tachipirina), l'antidolorifico più venduto in Italia, diminuisce il dolore, la febbre, ma anche l'empatia.

Per raggiungere queste conclusioni i ricercatori, hanno studiato 820 studenti volontari che sono stati divisi in due gruppi: uno che assumeva il paracetamolo mentre il secondo gruppo è stato trattato con un placebo.
Un'ora più tardi, ogni studente doveva leggere otto storie in cui i personaggi hanno sofferto fisicamente o sopportato un calvario come la morte di una persona cara. Poi ad ogni studente è stato chiesto di valutare il dolore dei protagonisti delle storie, dando un punteggio da 1 (assenza di dolore) a 5 (massimo dolore).

I ricercatori hanno poi scoperto che le persone che avevano preso il paracetamolo sentivano meno intensamente la sofferenza degli altri. 

mercoledì 18 maggio 2016

CardioCooking: come prevenire e gestire l'ipertensione a tavola


In occasione della Giornata Mondiale contro l'Ipertensione Arteriosa 2016 si è svolto CardioCooking, per imparare a gestire questa patologia partendo dalla tavola.
Dal 6 giungo sulla piattaforma di CardioCooking si potranno visionare comodamente da casa i materiali disponibili on-line.

“La percentuale di pazienti ipertesi che non raggiunge un adeguato controllo pressorio in Italia è allarmante e gli interventi nutrizionali sono ormai ampiamente riconosciuti come strategie importanti per la prevenzione primaria dell’ipertensione e come coadiuvanti delle terapie farmacologiche per ridurre il rischio cardiovascolare. Eppure noi italiani siamo i primi promotori e consumatori della dieta mediterranea, che diversi studi hanno dimostrato essere il modello alimentare più adatto a fornire protezione contro la malattia coronarica e il rischio cardiovascolare. Per questo ho accettato con entusiasmo di aderire all’idea del Cardiocooking proposta da Daiichi Sankyo, per dimostrare come tenere sotto controllo la pressione arteriosa e restare in salute seguendo un regime alimentare sano possa essere semplice e allo stesso tempo gustoso” ha spiegato il professor Massimo Volpe, professore ordinario di cardiologia e direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie dell'Apparato Cardiovascolare dell'Università “La Sapienza” di Roma.

 Coadiuvato dai tre speciali anfitrioni, lo chef dei Laboratori Mamà di Roma ha dunque preparato un intero pasto, gustoso e di facile preparazione, partendo proprio dagli ingredienti della nostra dieta mediterranea, senza dimenticare le raccomandazioni della Società Italiana di Ipertensione Arteriosa per la riduzione del sale, e le più recenti scoperte sui benefici di determinati elementi nutritivi quali i nitrati presenti in molte verdure come la barbabietola rossa.

La dieta mediterranea tradizionale è infatti caratterizzata da un elevato apporto di olio d'oliva, frutta, noci, verdure, legumi, cereali; un consumo moderato di pesce e pollame, un basso apporto di latticini, carne rossa, salumi e dolci; e vino con moderazione, consumato durante i pasti.

Un recente studio scientifico pubblicato sul New England Journal of Medicine ha dimostrato come la maggiore aderenza alla dieta Mediterranea si traduca in benefici rispetto al rischio cardiovascolare, anche nei pazienti che presentano alti fattori di rischio quali diabete mellito, ipertensione, problemi di colesterolo, obesità o con anamnesi familiare di malattie cardiovascolari precoci. I risultati sono infatti coerenti con i numerosi studi epidemiologici precedenti, dove è stata osservata una correlazione inversa tra la dieta mediterranea o il consumo di olio d'oliva e l’incidenza di ictus, nonché evidenziati i cambiamenti favorevoli nel decorso del rischio cardio-metabolico, come la presenza di lipidi nel sangue, sensibilità all'insulina, resistenza all'ossidazione, infiammazione e vasoreattività.

I video di tutte le ricette preparate e degustate durante la lezione di Cardiocooking, saranno visibili e scaricabili gratuitamente dal 6 giugno sul sito: www.protagon.it/cardiocooking

sabato 14 maggio 2016

Semi di albicocca: una moda salutista intossicante

seme albicocca

Semi di albicocca, la nuova moda salutista come potente antitumorale: "possono essere mortali".
I semi del frutto contengono alti livelli di cianuro. Per i bambini, il consumo di 5-10 semi già può essere fatale.

Quella dei semi di albicocca è solo l'ultima mania salutista che, in pochissimo tempo, ha conquistato critiche e sostenitori che credono che sia un modo 'alternativo' in grado di curare il cancro.
Alcune correnti di pensiero dicono che la vitamina B17, che si trova nei semi di albicocca, sarebbe un vero e proprio elisir di lunga vita.
La vitamina B17, in presenza di cellule malate, agirebbe sprigionando cianuro, in grado di distruggerle. Le cellule tumorali contengono infatti un particolare enzima, assente nelle cellule sane, che permette l'attivazione dell'azione anticancro della vitamina B17.

Importante segnalare però che i semi dell' albicocca contengono alti livelli di cianuro in ambito chimico altamente tossico e potrebbero di fatto uccidere. Il governo ha emesso un avviso ufficiale invitando la gente a evitare di mangiare i semi di albicocca per i timori che in casi estremi potrebbero essere fatali. Secondo la Food Standards Agency, i semi dell'albicocca producono elevati livelli di cianuro, un veleno mortale, quando sono consumati. Anche l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha messo in guardia adulti e bambini.

sabato 7 maggio 2016

Il ruolo ipotensivo del succo di ciliegie

ciliegie

La scoperta potrebbe avere importanti implicazioni per milioni di cittadini affetti da ipertensione.
I ricercatori hanno scoperto che bere succo di ciliegie mantiene sotto controllo la pressione alta.

Questo il risultato che arriva dai ricercatori della Northumbria University, secondo i quali il consumo di tale bevanda aiuterebbe a contenere l’ipertensione al pari dei farmaci solitamente prescritti.

Ottenere i preziosi benefici sarebbe piuttosto semplice, almeno in accordo a quanto pubblicato dai ricercatori britannici sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition.
Basta utilizzare 60 ml di succo concentrato di ciliegie (nello studio utilizzate quelle di Montmorency) e diluirlo con 100 ml d’acqua per vedere la propria pressione sanguigna calare del 7% entro 3 ore.

Secondo i ricercatori i benefici ottenuti dalla riduzione della pressione del sangue porterebbero con loro ulteriori vantaggi, espressi nel ridotto rischio di ictus (-38%) e di problemi cardiaci (-23%): effetti simili a quelli evidenziati con l’assunzione di farmaci.