mercoledì 19 aprile 2017

Gli effetti di Marte sul microbiota intestinale

Marte

Ci scusiamo con gli appassionati di astrologia ma non si tratta dell'oroscopo del mese, bensì dell'effetto osservato e dimostrato che i viaggi spaziali, e nello specifico quelli che potrebbero condurre l'uomo su Marte, hanno sul microbiota intestinale.
Questi studi permettono di comprendere un po'più a fondo il ruolo nonché gli innumerevoli lati oscuri del microbiota intestinale. Solo negli ultimi anni infatti si è potuto osservere che il microbiota produce e determina un gran numero di effetti sull'organismo ancora poco compresi, effetti che spaziano dalla regolazione delle difese immunologiche dell'organismo fino ad influenzare direttamente gli aspetti neurobiologici e psichici.

Grazie a una missione simulata sul Pianeta rosso di 520 giorni (Mars500), l’Itb-Cnr e le Università di Bologna e Viterbo hanno valutato per la prima volta l’impatto di prolungate condizioni di confinamento sul microbiota intestinale umano. Lo studio pubblicato su Microbiome.

  Nel contesto di una collaborazione internazionale che coinvolge, tra gli altri, ricercatori dell’Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche di Segrate (Itb-Cnr) e delle Università degli Studi di Bologna e della Tuscia di Viterbo, un gruppo di ricercatori ha studiato le dinamiche temporali del microbiota intestinale di sei astronauti di diversa nazionalità che hanno partecipato a MARS500, la simulazione di una missione completa su Marte durata 520 giorni, durante la quale sono state monitorate variabili psico-fisiologiche quali stress, performance cognitive e atletiche, funzionalità gastrointestinali e profili immunologici.

sabato 15 aprile 2017

Omeopatia, da effetto placebo a effetto letale


USA: maxi richiamo di rimedi omeopatici per denti bambini. La Food and Drug Administration mette in guardia su pillole e gel dopo una decina di morti e 400 eventi avversi. Provato negli anni il rapporto causa-effetto confermando elevati livelli di belladonna in alcuni prodotti omeopatici di dentizione.


Sappiamo già che il principio base su cui si basa l'omeopatia è stato ampiamente confutato scientificamente, si tratta del simile che cura il simile e dell'utilizzo delle cosiddette diluizioni infinitesimali di principio attivo, il quale non dovrebbe essere nemmeno più misurabile, in quanto l'eventuale effetto beneficio dovrebbe essere prodotto dalla presunta memoria dell'acqua (tra il resto mai dimostrata).
Purtroppo questa volta alla beffa segue il danno, infatti un errore nella produzione ha fatto si che il principio attivo fosse ben presente all'interno del rimedio, e soprattutto fosse in dosi altamente tossiche.

martedì 11 aprile 2017

Dai geni dei sardi, il futuro della ricerca medica

Sardi

Nei geni della persone autoctone della regione Sardegna, è possibile ritrovare un concentrato d'informazioni scientifiche, queste informazioni rappresentano il futuro nella ricerca e nella prevenzione delle malattie ereditarie. 

Uno studio del Rna dei sardi guidato dall’Irgb-Cnr consente una migliore comprensione sul funzionamento del genoma umano. Il lavoro è stato pubblicato su Nature Genetics.

    Un team di ricercatori guidati da Francesco Cucca, Direttore dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Cnr (Irgb-Cnr) e professore di Genetica Medica all'Università degli Studi di Sassari, riporta sulla rivista Nature Genetics i risultati del sequenziamento del Rna. Lo studio, intitolato ‘Population and individual-specific regulatory variation in Sardinia’ prende in analisi oltre 600 individui sardi di cui sono stati caratterizzati sia l’RNA che il DNA. DNA, RNA sono le molecole fondamentali di tutte le forme di vita conosciute.

martedì 4 aprile 2017

Disabilità cognitive e infiammazione, un nesso


Per la prima volta uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista eLife dimostra la relazione diretta tra le disabilità cognitive che caratterizzano i disturbi dello sviluppo del cervello infantile e l’infiammazione che colpisce le sinapsi, cioè le strutture cerebrali di smistamento di informazioni e segnali a tutto il corpo. Questa importante scoperta potrebbe aprire la strada al trattamento con antinfiammatori.

E’ nota da diversi anni la relazione tra i difetti genetici nella produzione di proteine che operano a livello delle sinapsi nel cervello e i disturbi del neurosviluppo caratterizzati da deficit cognitivi. Tuttavia, una percentuale di tali patologie non ha chiare cause genetiche.

venerdì 31 marzo 2017

Depressione, un "mal di vivere" da non sottovalutare

depressione

Sono trascorsi decenni da quando si è iniziato a parlare di depressione tra i giovani e giovanissimi, ma di recente alcune associazioni che si occupano o si sono occupate del fenomeno, hanno lanciato un allarme preoccupante basata sui dati forniti dagli istituti di psichiatria: secondo alcune stime sono circa 1milione i giovani depressi: l'8% dei giovani soffre di nevrosi d'ansia e il 5% di depressioni gravemente limitanti. Inoltre per sette ragazzi su cento, che hanno oggi fra i 18 e i 24 anni, la malattia è cominciata prima della maggiore età.

La questione più preoccupante è che spesso il "male di vivere", che può colpire gli adolescenti, non sempre è dichiarato a voce alta. Tanto da passare inosservato. I giovani colpiti, manifestano intenzioni di suicidio e soffrono di disturbi della personalità, di tipo ansioso o maniaco-depressivo.

giovedì 23 marzo 2017

Esiste un diritto di dieta vegana a scuola? Per il Tar di Bolzano pare di si; un caso che farà sicuramente discutere


Diritto vegan e scuola? Non è possibile che il Comune neghi il menu vegano al bambino della scuola dell’infanzia senza motivarlo. Accolto il ricorso al Tar di Bolzano di una mamma perchè l'ente elenca solo 4 opzioni alternative di liste di pietanze e non specifica le ragioni giuridiche del diniego.

Una decisione che farà senz'altro discutere perchè riguarda un tema sempre più scottante in quanto concerne il diritto o meno dei genitori di allevare i figli secondo un'alimentazione vegana che si va a scontrare con le prassi e le regolamentazioni di una società e delle istituzioni ancorate al valore delle diete tradizionali.

martedì 14 marzo 2017

I disturbi impulsivi-complusivi legati al Parkinson: lo studio


Le persone che soffrono di Parkinson spesso sviluppano nel tempo comportamenti impulsivi-compulsivi, come la dipendenza dal gioco d’azzardo, i disturbi dell’alimentazione o l’ipersessualità, che riducono ulteriormente la loro qualità della vita e quella della loro famiglia. A lungo si è pensato che questi disturbi fossero un effetto collaterale dei farmaci, ma uno studio pubblicato recentemente su Molecular Psychiatry, suggerisce al contrario che la loro origine è nelle alterazioni cerebrali dei circuiti di gratificazione, frutto del danno causato dalla malattia stessa. La scoperta è dei ricercatori dell’Unità di Neuroimaging Quantitativo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele – una delle 18 strutture di eccellenza del Gruppo Ospedaliero San Donato – in collaborazione con l’Università di Belgrado, e apre la strada a nuovi strumenti predittivi che permetteranno di anticipare l’insorgenza di questi disturbi e intervenire con trattamenti tempestivi.

venerdì 3 marzo 2017

Il "super" cervelletto degli chef

Chef

Ricercatori Ibfm-Cnr, in collaborazione con la Federazione italiana cuochi, hanno analizzato per la prima volta, tramite risonanza magnetica e test neuropsicologici, il cervello degli head Chef, ovvero i capo cuochi. Ne emergono fenomeni di plasticità neurale e particolari abilità motorie e cognitive legati non tanto alla qualità dei loro piatti, ma piuttosto alla dimensione della brigata da coordinare in cucina.

lunedì 27 febbraio 2017

DNA: scoperte le basi molecolari dell'invecchiamento

DNA

Individuata per la prima volta da un team di ricercatori dell’IFOM di Milano una classe di molecole antisenso specifiche per bloccare i segnali che portano all’invecchiamento cellulare causato dal deterioramento dei telomeri. Lo studio, pubblicato oggi su Nature Communications, getta le basi per intervenire sull’invecchiamento cellulare in alcune patologie telomeriche, che comprendono la cirrosi epatica, fibrosi polmonare, diabete, osteoporosi e artrite, o in malattie rare come la progeria, caratterizzata da invecchiamento precoce. La ricerca è condotta da Fabrizio d’Adda di Fagagna, responsabile del programma IFOM Risposta al danno al DNA e senescenza cellulare e ricercatore presso l’Istituto di Genetica Molecolare del CNR.

giovedì 16 febbraio 2017

Cellule staminali; il ruolo strategico di vitamine e aminoacidi


Vitamine e aminoacidi rivestono un ruolo chiave nello sviluppo delle cellule staminali.
Il team internazionale guidato dai ricercatori dell’Igb-Cnr ha svelato l’importanza di questi metaboliti nel destino delle cellule staminali embrionali. La scoperta, pubblicata su Stem Cell Reports può portare a risvolti applicativi importanti in campo oncologico e nella medicina rigenerativa.

Vitamine e aminoacidi ricoprono un ruolo fondamentale nelle alterazioni epigenetiche, ossia nei meccanismi cellulari coinvolti nello sviluppo di malattie come il cancro. La scoperta, che promette risvolti applicativi in campo oncologico, arriva da un team internazionale coordinato dall’Istituto di genetica e biofisica 'A. Buzzati-Traverso' del Consiglio nazionale delle ricerche (Igb-Cnr) di Napoli, che ha coinvolto gli Istituti Cnr di chimica biomolecolare (Icb-Cnr) e di applicazioni del calcolo (Iac-Cnr), la Radboud University, Nijmegen (Olanda) e University of California, San Francisco (Usa). Lo studio è pubblicato sulla rivista Stem Cell Reports.